|
eXtreme Project Management |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
A cura della redazione di www.xpm.it |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
:: Modulo 3 ::
I progetti "estremi"
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
premetto subito, sebbene si parlerà spesso in queste righe di "progetto estremo", che una definizione condivisa dai vari studiosi non è stata da me trovata in nessuno degli scritti consultati. Molto
intrigante e quella data da
Doug DeCarlo, secondo il quale un progetto estremo è “….a
complex, self-correcting venture in search of a desired result". In
altri termini, un'impresa simile a quella che giornalmente compiono i
fatidici "uomini radar" nel tentativo di non perdere mai il
contatto con oggetti volanti (ufo?) in continuo spostamento. L'uso del termine "extreme" rimane però soggetto, a mio avviso, ad interpretazioni differenti e, per certi versi, tutte interessanti. Se con l'aggettivo "estremo" intendessimo "al limite", per "progetto estremo" potremmo intendere quei progetti che si pongono quasi sulla linea di confine tra il concetto tradizionale di progetto e il suo esatto contrario (non-progetto o ....caos!). Accettando infatti come valida la definizione che Graham [Graham, 1990] ha dato di progetto ("Un insieme di persone e di altre risorse temporaneamente riunite per raggiungere uno specifico obiettivo, di solito con un budget determinato ed entro un periodo stabilito"), un progetto che parta senza chiari obiettivi, con team remoti (o peggio virtuali) e con la quasi matematica certezza di uno sforamento temporale non inferiore al 50%, che cosa è? E' ancora un progetto, per il solo fatto che lo chiamiamo ancora così, o e tutt'altra cosa? Forse, se è un progetto, è un progetto estremo, un progetto "al limite"......delle nostre possibilità! Per contro, se consideriamo la valenza che noi diamo al termine "estremo" dicendo: "Sto leggendo questo articolo con estremo interesse!", dove per estremo intendiamo, si spera, "grande","molto", allora per progetto estremo potremmo anche intendere un "grande progetto" e, vedendo il progetto come una impresa, come in effetti è, potremmo anche intendere il progetto estremo come una più grande, più difficile, più impegnativa di altre. Tornando ora alla definizione data da DeCarlo, essa, se pur molto generica ed allargata, evidenzia come la principale differenza fra un tipico progetto (che per comodità definiremo in seguito “tradizionale”) e un progetto estremo riguardi sopratutto il livello di prevedibilità che circonda l'impresa. In un progetto tradizionale, es. la costruzione di un
complesso edilizio, l’oggetto da realizzare è generalmente noto a
priori, essendosi di solito già preventivamente conclusa ed approvata la
fase di progettazione (design). Il project manager è, in tali progetti,
impegnato sopratutto nella pianificazione e controllo delle fasi/attività
che, nel rispetto di vincoli temporali, economi e di qualità,
consentiranno di raggiungere gli obiettivi prefissati e assegnatigli. L’ambiente che circonda un
project management team tradizionale è solitamente alquanto stabile e, in certi casi,
chiuso, in grado comunque di ritrovare sempre un suo equilibrio anche a
seguito di turbative e di mutamenti provenienti dall’esterno. Spesso in un progetto
estremo i cambiamenti sono all’ordine del giorno e, per assurdo,
finiscono per costituirne la norma, l’essenza stessa del progetto,
facendo si che sia la stabilità a divenire un’eccezione. I
requisiti mutano costantemente durante il progetto, in risposta a fattori
ambientali che includono la concorrenza, la tecnologia, i regolamenti e le
leggi, le circostanze economiche e, soprattutto, il mutamento dei bisogni
di cliente. Indubbiamente esistono settori merceologici in cui i progetti hanno una maggiore vocazione a divenire sempre più estremi o, se si vuole, complessi. In generale, la fa da padrone il settore dell’Information Technology ed, in particolare, le aree dello sviluppo software, del web e dell'e-business. Che i progetti software siano solitamente più complessi di altri certo non deve stupirci se, come indicato da Ed Yourdon, facciamo le seguenti considerazioni:
Ulteriori
criticità sono inoltre sempre più crescenti nei progetti di e-business, ed in
particolare nelle applicazioni per il web ed il pervasive computing.[1] Inquietanti, a dir poco, sono i dati statistici che importanti istituti pubblicano annualmente sullo stato di salute dei progetti software:[2]
La situazione, in fatto di progetti "a rischio", non è molto differente anche in altri settori, soprattutto in quelli in cui si realizzano prodotti/servizio poco materiali e di notevole valore aggiunto per il cliente, in tempi molto brevi e partendo da requisiti iniziali molto poco definiti ed altamente volatili (es: siti web). Fanno parte di questo range molti progetti ad elevato contenuto intellettivo e creativo, come i progetti di ingegneria/architettura, di ricerca e sviluppo, dello spettacolo, di consulenza ma anche i progetti politici, sportivi, i grandi eventi (es. mega-concerti, parate militari, ecc.), ed altri. Giunti
a questo punto diventa fondamentale
porsi una domanda: Possono interessarmi le teorie sull'XPM rispetto alle
problematiche derivanti dai progetti di cui solitamente mi occupo?
Secondo Rob Thomsett [Thomsett 2003] se abbiamo risposto “Si” a tutte le domande precedenti possiamo con fiducia partecipare al premio “il Project Manager del secolo” ed avere anche buone probabilità di vincerlo! In caso contrario, abbiamo probabilmente a che fare con progetti estremi o, comunque, operiamo in un’area in cui un approccio tradizionale di project management potrebbe non dare sempre i risultati desiderati. Ed è a questo punto
quindi che potrebbe entrare in gioco, come nuova filosofia di approccio al
problema, l'XPM. Come? Se lo dicessi adesso..... nei prossimi 7 moduli che ci scrivo?? Xaluti Eugenio
Rambaldi ------------ [1]
Il
Pervasive Computing (PVC) è la possibilità di ottenere e gestire
informazioni in maniera semplice, efficiente e rapida,
indipendentemente dalla locazione fisica e per mezzo di strumenti
semplici quali pda, cellulari o console ludiche oltre ovviamente
che per mezzo degli office-pc [2] Fonte: Standish Group – “Chaos report”
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Indice prossimi argomenti trattati:
Modulo
4:
XPM – Concetti di base
Modulo 5: Modulo
6:
Contenuto e Contesto Modulo
7:
I processi di stima Modulo 8: Critical Chain managementModulo
9:
Rapid Planning Modulo 10: Time
Tracking vs Project Tracking Modulo 11: Conclusioni e Riferimenti
©Copyright
2003 NexTarget s.a.s. Tutti i diritti riservati. N.B. Tulle le immagini e le citazioni eventualmente presenti nel presente documento sono copyright dei rispettivi proprietari |